Alcaloidi dell’Ergot
Il laboratorio Tentamus Agriparadigma ha convalidato il metodo ISO EN 17425:2021 per la determinazione dei residui di alcaloidi della segale cornuta nella segale e negli alimenti a base di essa, in conformità con la norma ISO 17025.
Cosa sono gli alcaloidi della segale cornuta?
Gli alcaloidi della segale cornuta sono micotossine prodotte da varie specie di funghi del genere Claviceps. In Europa, la specie più comune è Claviceps purpurea, che colpisce cereali come segale, grano, riso, orzo, miglio e avena. Claviceps purpurea si manifesta come escrescenze scure a forma di sperone sulla spiga del cereale, note come sclerozi, ed è comunemente chiamata segale cornuta.
Le normative europee hanno stabilito limiti per i 12 principali alcaloidi della segale cornuta: ergometrina, ergosina, ergocornina, ergotamina, ergocristina, ergocriptina (isomeri alfa e beta) e i loro corrispondenti epimeri “-inina”. Secondo gli studi dell’EFSA, l’esposizione cronica a queste tossine nella popolazione umana proviene principalmente dalla dieta, con i bambini piccoli (1-3 anni) e i bambini in generale (3-10 anni) particolarmente a rischio. Nel bestiame, i suini sono più suscettibili rispetto ai bovini.
Livelli più alti di alcaloidi della segale cornuta si trovano comunemente nella segale, negli alimenti a base di essa e negli alimenti contenenti miscele di farine che includono segale. Le normative europee specificano limiti per il totale dei 12 alcaloidi della segale cornuta, con livelli che vanno da 20 µg/kg per gli alimenti destinati ai bambini.
Metodo ISO EN 17425:2021 accreditato da Agriparadigma
Il Laboratorio Agriparadigma ha convalidato e accreditato il metodo ufficiale ISO EN 17425:2021 per l’analisi degli alcaloidi della segale cornuta nella segale e negli alimenti a base di segale.
Per garantire la necessaria sensibilità, specificità e precisione, il metodo impiega la tecnica LC/MSMS (cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem).
Questo metodo è stato ampiamente testato attraverso una serie di prove interlaboratorio a diversi livelli di concentrazione e su varie matrici, principalmente farine e cereali.
Il metodo è stato accreditato secondo la norma ISO/IEC 17025 da Accredia.
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